Bellezza: come riconoscerla e valutarla

La bellezza è “la qualità capace di appagare l’animo attraverso i sensi, divenendo oggetto di meritata e degna contemplazione“. Questa è la definizione che riporta il dizionario alla parola “bellezza”. Qualità, ovvero caratteristiche interne ed esterne, che contraddistinguono un oggetto, un’opera o una persona. La sensazione di bellezza deriva da quell’insieme di percezioni, condotte tramite i cinque sensi, che suscitano emozioni piacevoli. Giudizi che attribuiamo in seguito ad un rapido paragone, effettuato consciamente o spesso inconsciamente, seguendo un canone di riferimento interiore. Un metro di misura, che definirei “gusto”, che può essere innato oppure creato tramite la nostra istruzione o nel contesto sociale in cui siamo cresciuti.

Ecco, ma siamo certi di conoscere la scala dei valori interiori che ci guidano in questa attribuzione di meriti, portando (o meno) alla definizione di “bello”?

«Aiuto, l’ingegnere vuole razionalizzare un processo che tutte le persone (più o meno normali) conducono in modo prevalentemente irrazionale. Scappate!» [Rudy]

Nel suo senso più profondo, la bellezza, genera una riflessione sul significato della propria esistenza dentro il mondo. Quindi, per non perderci, sto per scrivere il modello di valutazione: “5+1 modi per riconoscere e valutare la bellezza”.

Bellezza #1: valutazione matematica

matematica.bellezza

La matematica ci aiuta a contare, a definire delle quantità, delle dimensioni spaziali e temporali. Il numero può esprimere la grandezza di un elemento (o insieme di elementi), così come può identificare la posizione in una successione (primo, secondo, terzo, ecc.). Questo avviene in tutti i campi. Esempi particolari però li ritroviamo nella musica e nella poesia. La matematica, infatti, consente di impostare la struttura ritmica dei versi e delle strofe di un componimento poetico (metrica). Mentre nel campo musicale i toni si ripetono ad intervalli regolari: sequenze matematiche chiamate ottave.

«Si narra che Pitagora (filosofo-mago-scienziato) avesse scoperto per caso il fondo numerologico, matematico dell’armonia musicale. Passando davanti all’officina di un fabbro, egli sarebbe rimasto colpito dal modo in cui i martelli dell’artigiano, battendo il ferro sull’incudine, riuscivano a produrre echi in accordo tra loro. E soprattutto fu sorpreso della corrispondenza tra rapporti numerici semplici e consonanze sonore»

 Bellezza #2: valutazione geometrica

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La geometria introduce, tramite la proporzione, i concetti di forma, di unione e di composizione spesso gestiti con figure simmetriche. Diversi artisti sono arrivati a cogliere un ideale di bellezza e armonia basato sulla geometria, spingendosi a ricrearlo nell’ambienteLa valutazione geometrica che apprezzo di più è riferita alla cosiddetta “sezione aurea“. Rappresentata dalla lettera greca Phi(Φ), e circa uguale a 1.618, è stata battezzata la “divina proporzione”. Le sue proprietà geometriche e la frequente presenza in svariati contesti naturali e culturali hanno suscitato la conferma dell’esistenza di un rapporto tra il tutto e la parte, tra la parte più grande e quella più piccola (insomma tra un macrocosmo ed un microcosmo).

Bellezza #3: valutazione di utilità

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Un’altra componente che può aiutarci a riconoscere e valutare la bellezza è l’utilità, ovvero la praticità all’uso. Costituisce la capacità di un determinato oggetto, un’opera, un servizio di soddisfare le nostre esigenze. Assolvendo ai bisogni che ci aspettiamo di colmare. Marco Vitruvio Pollione, architetto e scrittore romano del I secolo a.C. (considerato il più famoso teorico dell’architettura di tutti i tempi), nel suo trattato “De architettura” descrive la funzione/destinazione d’uso (utilitas) quale pilastro fondamentale di una composizione (architettonica).

«Tutte queste costruzioni devono avere requisiti di solidità, utilità e bellezza. Avranno solidità quando le fondamenta, costruite con materiali scelti con cura e senza avarizia, poggeranno profondamente e saldamente sul terreno sottostante; utilità, quando la distribuzione dello spazio interno di ciascun edificio di qualsiasi genere sarà corretta e pratica all’uso; bellezza, infine quando l’aspetto dell’opera sarà piacevole per l’armoniosa proporzione delle parti che si ottiene con l’avveduto calcolo delle simmetrie.» [De architectura – Marco Vitruvio Pollione]

Bellezza #4: valutazione di affidabilità

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Diversamente dai concetti precedenti, dalla connotazione più classica, la definizione di affidabilità è sicuramente un termine più “moderno”. Riconducibile ad un linguaggio tecnico vede la certezza di corretto funzionamento che un impianto, un apparecchio, un dispositivo può dare in base alle sue caratteristiche tecniche e di fabbricazione. Delinea il grado di sicurezza o di fiducia che l’oggetto (o il soggetto) della valutazione può darci.

Bellezza #5: valutazione estetica

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Dal latino “aesthetica” che significa “sensazione” ovvero “percepire attraverso la mediazione del senso”. Infatti l’estetica, in ambito filosofico, non è una parte a sé stante ma è l’aspetto della conoscenza che riguarda l’uso dei sensi. Nel nostro caso specifico ne semplificheremo il significato, per ricondurla alla valutazione della bellezza,  definendola come aspetto esteriore.

Bellezza #(5+1): valutazione olistica

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Nonostante lo sforzo di trovare dei criteri che ci permettano di classificare, in modo preciso, i canoni generali di bellezza questi, in realtà, assumono una connotazione olistica. Ovvero sostengono l’idea che le proprietà di un sistema (complesso) non possono essere spiegate esclusivamente tramite lo studio delle sue componenti. Un tipico esempio di struttura olistica è la teoria musicale, dove la bellezza è rappresentata dall’armonia, ovvero dalla sovrapposizione organica dei suoni. La Nona Sinfonia di Beethoven raggiunge i più alti valori di bellezza se eseguita in modo armonico da un’orchestra. Completamente diverso sarebbe il risultato se, ognuno dei musici, suonasse il proprio spartito in maniera indipendente.

Bellezza: in sintesi

Nel modello di valutazione che vi ho proposto, la bellezza è dimensione, è metrica. Ma è anche forma, composizione ma sopratutto utilità. La bellezza è affidabilità, certezza di funzionamento e grado di sicurezza unite all’aspetto estetico. Il tutto manifestato in un’unica visione armonica.

«Ingegnere, te la faccio io la sintesi del concetto di bellezza: CROCCHETTA. Ora potresti riempire la ciotola per favore! Grazie.» [Rudy]

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Link e informazioni utili: per approfondire letture o studio in merito al De architettura, l’opera che ha consegnato Vitruvio a perenne memoria, puoi consultare il sito ufficiale del Centro Studi Vitruviani.

Vedi anche: in merito al rapporto tra Pitagora e la musica puoi leggere questo approfondimento di Nicola Chiriano (docente di matematica e fisica). Clicca qui.

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Testi: Gripp@ – Rudy

Immagini: Gripp@ – Da Google Immagini

Video: n.a.

  • Elena Ferrero

    Analisi originale,non avevo mai pensato alla bellezza sotto questi aspetti! È un concetto che personalmente affido più a sensazioni, quindi devo riflettere un attimo sui diversi criteri…ad esempio, secondo te,devono essere sempre tutti presenti per poter definire un qualcosa “bello”?

    • Beh diciamo che, dal mio punto di vista, più elementi ci sono e maggiore sarà la bellezza! Poi dipende molto da cosa si sta osservando: potrebbero esserci dei casi in cui uno dei criteri è talmente grande da comprendere tutti gli altri.