Paolo Grippiolo: ingegnere, esploratore..

Mi chiamo Paolo Grippiolo, vivo a Milano ma sono nato in un piccolo paese di provincia. Cresciuto tra scampagnate, partitelle di pallavolo e pasticcini dello Zio, all’età di otto anni sono passato dal gioco del “Meccano” a “Direttore dei lavori”. Nessuno ci crede (nemmeno io!) ma la realtà dice questo. Anni fa i miei genitori decisero di costruire casa ed io, tutti i giorni dopo la scuola, incominciai ad andare in cantiere. Rimanendo lì, ad osservare i lavori, per ore. L’avventura durò più di tre anni e da allora non sono più tornato “normale”! Ho visto costruire quella casa passo dopo passo, quasi come fosse un film al rallenty, fino al giorno del trasloco.

Voglio una vita, spericolata!

Durante questo periodo il rischio di farsi male era all’ordine del giorno: salire su ponteggi in allestimento senza usare imbraghi, scendere all’interno di scavi privi di armature ed arrampicarsi su macchine operatrici arrugginite erano “giochi” quotidiani. A volte portavo anche qualche amico, in questo “parco divertimenti”, che solitamente scappava abbastanza impaurito. Per diverso tempo, esplorare il cantiere “di casa” in ogni suo meandro, è stato il mio sport estremo preferito.

paolo grippiolo

Erano gli anni ’90 e le norme sulla sicurezza erano ferme ai decreti degli anni ’50. Nell’edilizia l’abbigliamento, le tecniche e i metodi di lavoro non erano molto diverse da quelli di uno spericolato bimbo di dieci anni. Stivaletti di gomma e giacca a vento rossa, mi sentivo davvero a casa. Ero stato addirittura eletto come mascotte dai muratori e dietro il compenso di laute mance venivo assoldato per andar a comprare la birra. Visti gli elevati standard di sicurezza che regnavano in quel luogo, vuoi non farti una birretta?

Fu così che un nuovo pericolo entrò in circolazione: l’ing. Paolo Grippiolo!

Presa questa pesante deriva ormai la strada era segnata: Istituto Tecnico per Geometri e poi Politecnico. Il problema era che lo studio mi aveva portato molti elementi tecnici dell’edilizia ma questo spericolato approccio, degno del miglior “Into the Wild”, oramai faceva parte del mio stile di vita. Raggiunta l’ora di prendere la patente, potete immaginare come fosse il mio modo di guidare. Per non parlare del mio comportamento a casa, a scuola o in palestra.

Ho più volte cercato di smettere, di disintossicarmi. Ve lo giuro ce l’ho messa tutta: ho provato a viaggiare, viaggiare-viaggiare-viaggiare (il viaggio dicono apra la mente), ho provato con lo yoga, con il ballo, con il vino, con la meditazione, con lo zenzero, con i sali dell’Himalaya. Niente da fare.

Ho dovuto imparare a convivere con questa malformazione cronica chiamata ebrezza del rischio. Ed ho impiegato molto tempo a rivolgerla nel verso giusto, ovvero a favore della Salute e Sicurezza e non contro. Scoprendo un mondo fantastico che dallo spericolato cantiere porta verso le persone, i comportamenti e la cultura. Ovvero “il modo con cui facciamo le cose noi qui”.

Per questo motivo ho deciso di dare vita a questo blog, uno spazio dove diffondere strumenti pratici per favorire il cambiamento Culturale sulla Salute e Sicurezza: al lavoro, a casa e nella vita!

Buona lettura.

Paolo

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Testi: Paolo Grippiolo

Immagini: Da Google Immagini

Video: n.a.