Vite aerea l’elicottero di Leonardo da Vinci

La vite aerea è un progetto ideato da Leonardo da Vinci, databile tra il 1483 ed il 1486, redatto durante la sua permanenza a Milano.

La struttura era immaginata come una vite senza fine: realizzata con legno, corda e tela di lino inamidata che doveva essere azionata, facendo ruotare l’albero centrale, con la forza muscolare di quattro uomini.

« Trovo, se questo strumento a vite sarà ben fatto, cioè fatto di tela lina, stopata i suoi pori con amido, e svoltata con prestezza, che detta vite si fa la femmina nell’aria e monterà in alto »

vite aerea.leonardo da vinci.rinascimento

Leonardo fu affascinato dal principio della vite fin da quando, a Firenze, aveva visto lavorare le macchine per il sollevamento dei pesi ideate da Filippo Brunelleschi. Però, piccolo dettaglio, in questo caso stiamo parlando di “sollevarsi in aria”. Quindi, l’ipotesi del “montare in alto” presuppone anche l’idea che l’aria presenti una certa consistenza “materiale”, quasi come fosse un’entità solida e non fluida.

Vediamo insieme quali sono gli studi che hanno portato Leonardo all’intuizione di poter “avvitare una vite nell’aria”.

Bella Inge. Sei in fissa con questo Leonardo da Vinci. È già il secondo articolo consecutivo che leggo. Ma con tutte queste cose che scriveva e si inventava, non lo prendevano per matto in quell’epoca? [Rudy]

Vite aerea – Leonardo e gli studi sul volo

Il genio toscano è conosciuto in tutto il mondo, oltre che per le sue numerose opere pittoriche, per i suoi manoscritti. Ovvero, per i famosi “Codici di Leonardo da Vinci”: una serie di annotazioni, appunti e disegni realizzati su argomenti diversi. Ad oggi possiamo contare più di 20 volumi per un totale di oltre 2000 pagine anche se, le tavole originali, si stima fossero più di 5000.

Documenti preziosi dove possiamo trovare, oltre ai bozzetti dei disegni, i progetti delle sue strabilianti invenzioni. La vite aerea costituisce un’alternativa rispetto alle altre macchine volanti. Infatti non compare all’interno del “codice sul volo degli uccelli” come ad esempio il Grande Nibbio: un meccanismo ideato imitando il volo battente, che prende il nome dell’animale da cui Leonardo aveva tratto ispirazione, appunto il Nibbio.

vite aerea.leonardo.grande nibbio

I dettagli costruttivi della macchina “a vite”, invece, sono contenuti all’interno del Manoscritto “D” dove, oltre ai disegni, sono riportate le intenzioni dell’inventore. Leonardo descrive la vite come un oggetto che avrebbe dovuto “avvitarsi” nell’aria, sfruttandone la densità, in modo simile a quanto fa una vite che penetra nel legno.

Io non ho ancora capito perchè così tanti uomini hanno la fissa di volare. Intendo che proprio vogliono mettersi delle ali ed assomigliare a degli uccelli. Ma non possono farsi un pisolino, come facciamo noi gatti, per combattere la noia. Invece di inventarsi questi “giochi” pericolosi! [Rudy]

Vite aerea – Leonardo, l’aria e l’ispirazione alla natura

Leonardo arriva a ipotizzare, e formulare in anticipo di secoli, l’azione meccanica dell’elica. Lo fa ispirandosi alle forme della natura e dando corpo alle sue osservazioni sulle caratteristiche dell’aria. Da estremo cultore della natura viene attratto dalle forme elicoidali in essa presenti, come i semi d’acero, che sono in grado di volare anche molto lontano ruotando su se stessi.

L’aria quindi non è soltanto un miscuglio di sostanze aeriformi che ci avvolge, ma è un vero e proprio “materiale” all’interno del quale le foglie, i semi delle piante, i pollini e gli uccelli “si avvitano” con le loro evoluzioni.

Questa intuizione si forma nella testa di Leonardo durante le sue lunghe osservazioni dei panorami, in preparazione delle ambientazioni per i suoi dipinti. Il genio intuisce come, a causa della presenza dell’aria, gli oggetti più lontani di un paesaggio appaiono più sfumati e con colori più tendenti all’azzurro. Inoltre, siccome l’aria è più densa vicino al suolo, tale effetto è meno evidente nel caso di alture, per cui le cime delle montagne presentano colori più nitidi e più accesi rispetto alla base. È cosi che l’etere, da oggetto mitologico considerato al pari di una divinità, diventa materiale plasmabile dotato di struttura propria.

Vite aerea – in sintesi

L’aria, il volo, la vite aerea, come molte delle altre innumerevoli invenzioni messe su carta da Leonardo da Vinci, non sono state immediatamente comprese. Questo perché la scienza e la tecnica dell’epoca erano ancora in una fase arretrata. O comunque molto più indietro del pensiero e della visione del nostro “inventore”. Non si conoscevano forze motrici che non fossero i muscoli dell’uomo o degli animali. Non esistevano materiali come vetroresina, titanio, alluminio. Il motore a scoppio e la corrente elettrica non erano ancora stati inventati. L’Europa era reduce da uno sterminio di massa chiamato “epidemia di peste” e la situazione politica prevedeva che per andare da Firenze a Milano servisse “il passaporto”. Visti questi elementi possiamo considerare la macchina di Leonardo chiamata “vite aerea” come una forma primordiale di elica. Quindi, in un certo senso, una sorta di “mamma dell’elicottero”.

Mamma mia. Ma che cos’è questa storia della peste, del passaporto e del fatto che non ci fosse tutta la tecnologia che c’è oggi! Ma quindi i gatti, in quell’epoca, cosa mangiavano? Non avranno avuto di sicuro le crocchette! [Rudy]

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Link e informazioni utili: il sito ufficiale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, dove poter ammirare un modellino, in scala, della vite aerea. Ti consiglio anche di visitare il sito ufficiale della Mostra Leonardo 3 dove sono stati riprodotti numerosi modellini delle macchine di Leonardo.

Vedi anche: per maggiori informazioni su Leonardo da Vinci e le sue opere puoi visitare anche questo sito.

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Testi: Gripp@Rudy

Immagini: Da Google Immagini

Video: n.a.

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