Strada: l’acceleratore di evoluzione

La strada, metafora di vita e movimento, è da sempre un luogo al centro di storie e riflessioni da parte dell’essere umano. L’uomo ha bisogno di viaggiare, di spostarsi, di arricchire il proprio sapere stimolando intelletto e passioni. Il desiderio di conoscenza che spinge a viaggiare non è alimentato dalla mera curiosità, ma dall’interesse di scoprire e osservare per evolvere il proprio pensiero. La strada può ricoprire diversi significati: dal manufatto necessario a raggiungere luoghi lontani, al percorso metafisico di ricerca interiore. Diventa l’espressione di un pensiero, che si traduce in azione.

L’evoluzione dell’essere umano, quindi della società globale, è legata alla possibilità di comunicare, di muoversi e di interagire fra zone differenti. La rete di mobilità, come tutte le infrastrutture tecnologiche, svolge un ruolo chiave in questo processo. Tale riflessione emerge osservando lo sviluppo degli insediamenti urbani e dalle continue trasformazioni dei collegamenti stradali. La struttura della viabilità è strettamente connessa con gli spostamenti delle persone e con l’incremento degli scambi di merci o servizi.

Ingegnere vorresti dire che l’evoluzione dell’uomo è avvenuta grazie ai tuoi amici ingegneri che, nel passato, hanno progettato e costruito le strade? Mah, non so se mi hai convinto! [Rudy].

Scopriamo insieme alcuni momenti, dell’evoluzione dell’uomo, che si sono realizzati grazie al fondamentale aiuto “della strada”.

La strada – alle origini delle civiltà

La storia mette a disposizione molte fonti che consentono di individuare i primi tracciati stradali delle civiltà più antiche. A partire dalla Mesopotamia del 5000 a.C. ed a seguire in Egitto (3000 a.C.), in India (2800 a.C.) ed in Babilonia (1900 a.C.), ovunque le infrastrutture crescono in modo articolato. Con l’Impero romano viene creato un tessuto stradale che collega l’Urbe (Roma) a tutti i centri europei e mediorientali. Le strade assumono una funzione militare, al servizio delle strategie espansionistiche, ed una funzione sociale.

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I Romani, per lo sviluppo dei nuclei abitati, attuano un sistema viabile perfettamente organizzato che migliora il controllo dei territori e agevola il trasporto del cibo. Questo viene testimoniano dalle numerose vie salarie, di rapido collegamento con il mare, per l’approvvigionamento del sale; bene prezioso per la conservazione degli alimenti.

La strada – i cammini spirituali

Successivamente, nel periodo medioevale, vedono un grande sviluppo le vie di pellegrinaggio. Le peregrinationes maiores con destinazione Roma (Caput Mundi), Santiago di Compostela e altri centri della cristianità; a seconda del tipo di devozione che ciascuno intendeva praticare. Segnale di una crescente necessità, da parte dell’uomo, di evoluzione spirituale oltre a quella fisica e materiale. Il percorso più celebre, con direzione Roma, è la Via Francigena. Cammino per viandanti che, partendo da Canterbury, attraversa le Alpi e raggiunge la città eterna.

La strada – vettore di cultura e conoscenza

In epoca rinascimentale l’ideale di rinascita della “sapienza antica” coinvolge la trasformazione artistica delle città. Questo fenomeno, in contrapposizione al Medioevo, coinvolge principalmente le costruzioni residenziali (i famosi palazzi cinquecenteschi), le architetture religiose e le residenze fortificate. La rete viaria non è interessata in modo prioritario dalle nuove forze culturali, anche se il contributo teorico dei grandi maestri come Leonardo, Palladio e Alberti, tocca tutti gli ambiti delle costruzioni.

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Nel secolo dei Lumi (XVIII) lo sviluppo culturale si avvia sulla strada della scienza e del pensiero razionale. In Francia nasce la moderna ingegneria stradale con l’Ecole nationale des Ponts et Chaussées (1747), caposaldo per la formazione di progettisti e costruttori del successivo periodo napoleonico. Invece, in Italia, nei primi anni del ‘900 compare una grande invenzione in tema di viabilità ed infrastrutture: il primo sistema “autostradale” (tratto Milano-Laghi). Subito ripreso in Germania con le famose Autobahn.

La strada – sviluppo e beat generation

È tempo di volare in America dove, nel 1926, viene aperta la mitica Route 66 che attraversa gli Stati Uniti, da Chicago a San Francisco. La highway congiunge molti paesini ed il crescente traffico contribuisce allo sviluppo dell’economia locale. Si assiste alla nascita di stazioni di servizio, motel, ristoranti e del primo McDonald’s. In quest’epoca la grande strada federale consente la migrazione verso Ovest di molte famiglie rurali, alla ricerca di nuove opportunità di lavoro.

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Le condizioni di vita delle persone che iniziano il viaggio sono descritte con grande realismo in Furore. Capolavoro dello scrittore californiano John Steinbeck. Soprusi, vessazioni e povertà sostenute per raggiungere il sogno di una vita migliore, ambizione di quell’America stremata dalla grande depressione. Racconta invece di continua ricerca dell’amicizia Jack Kerouac, nel suo libro “On the Road”. Parlando della libertà, dei valori più profondi dell’uomo e di ribellione al conformismo.

La strada – in conclusione

La strada, agli occhi di un ingegnere,  si presenta come un’infrastruttura destinata alla circolazione di mezzi su ruote, per il trasporto di merci e persone. Generalmente presenta una forma articolata composta da muri, ponti, viadotti, pietre, cemento, ecc. In realtà abbiamo visto come, in questi ultimi 5000 anni di storia, l’aspetto tecnico sia “marginale” rispetto alla funzione d’uso (utilitas). [Ve li ricordate i 5 punti descritti nel post sulla bellezza?]

Via di comunicazione necessaria all’uomo per arricchire il proprio sapere, stimolare l’intelletto e appagare le passioni. Un mezzo fondamentale per connettere le persone. Insomma, potremmo definirla una sorta di “internet primordiale” dove il motto è: “dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati”. Ma dove andiamo? “Non lo so, ma dobbiamo andare”. Sulla Strada, dell’evoluzione continua.

Ok, adesso che abbiamo capito quanto è importante, per la propria evoluzione, percorrere una strada: “allora quand’è che mi fai uscire a correre giù in cortile?” Qui sul divano mi sto un po’ “asciugando”! Grazie Inge. [Rudy].

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Testi: Gripp@ – Rudy

Immagini: Dalla rete

Video: n.a.