Palatiziano: il palasport più bello di Roma

Oggi sentiamo parlare di “nuvole” e “vele”, di centri congressi o fiere; dimenticando quasi completamente alcuni edifici, progettati da grandi ingegneri e architetti, che hanno rappresentato la casa di straordinari eventi culturali e sportivi. Il Palatiziano, palasport di Piazza Apollodoro a Roma, è uno degli esempi.

palatiziano

Partendo da questo impianto esploreremo alcune delle più belle opere dell’architettura sportiva, frutto di un’eccezionale coniugazione fra arte e scienza del costruire. Andiamo a scoprirlo, valutandone la bellezza da 3 punti di vista.

Palatiziano #1 – la forma e la composizione

Entrando nel Palazzetto dello Sport una immediata emozione precede qualsiasi considerazione razionale. In ossequioso silenzio iniziamo la nostra visita. Questo impianto nasce come prototipo di media grandezza, idoneo allo svolgimento di diverse competizioni sportive, eventi teatrali ed esibizioni musicali. Inaugurato nel 1960, viene immediatamente individuato per ospitare parte delle gare dei Giochi Olimpici di Roma dell’epoca. Ancora oggi è uno dei simboli più rappresentativi di quelle Olimpiadi, che richiesero molti interventi nel corpo della città; favorendone l’espansione urbana.

palatiziano

L’ingresso all’interno del palazzo rievoca quella sensazione che si prova entrando per la prima volta nel Pantheon. Il “tempio di tutti gli Dei” (nome greco del Pantheon) è sicuramente più mastodontico visto dall’esterno e molto più buio, visto dall’interno. Le due cupole però, nonostante i quasi 2000 anni di distanza, sembrano davvero ripercorrere gli stessi tratti stilistici e strutturali. Il guscio del Palatiziano è costituito da 1620 elementi prefabbricati in ferro cemento; più larghi verso l’esterno salgono stringendosi verso il centro della calotta. Possiamo immaginarlo come un’enorme “medusa”, per effetto del guscio ondulato e dei cavalletti ad Y, che può ricordare un “pantheon schiacciato”. Ideato e progettato dall’architetto Annibale Vitellozzi e dall’ingegnere Pier Luigi Nervi è tuttora in funzione, ed ospita le partite casalinghe della Virtus Roma Basket.

Palatiziano #2 – i progettisti

I due progettisti, Annibale Vitellozzi e Pier Luigi Nervi, sono una coppia di menti geniali da far impallidire i moderni Archi-Star.

L’ingegnere definisce “Archi-Star” i progettisti contemporanei che spesso trasformano un’opera architettonica in un enorme Archi-Toy, ovvero un grande giocattolo dai costi esorbitanti, con cui mettersi in mostra. Lasciatelo stare, ha avuto un’infanzia difficile, proseguite la lettura! [Rudy].

Annibale Vitellozzi, architetto classe 1902, durante la sua carriera realizza molti progetti legati allo sport. Oltre al Palafaminio ricordiamo il Palaruffini, il palazzetto dello sport di Torino, edificato nel quadro delle celebrazioni di Italia ’61.

palaruffini

Inserito armoniosamente nel Parco Ruffini, costituisce ancora oggi un importante punto di riferimento per il movimento sportivo della città. Sono opere del suo intelletto anche lo Stadio del Nuoto di Roma, progettato in collaborazione con gli ingegneri Sergio Musmeci e Riccardo Morandi, e la Scuola nazionale di atletica leggera a Formia.

Pier Luigi Nervi è sicuramente uno dei maggiori artefici di architetture strutturali nel panorama internazionale del Novecento. [Insieme con altri ingegneri, particolarmente sensibili alla sintesi fra invenzione statica e spaziale, contribuisce alla rottura dei paradigmi del razionalismo.] Le sue costruzioni raggiungono risultati di straordinaria eleganza, diventando icone di un nuovo modo di fare architettura.

pier luigi nervi

Alla sua personalità è riconosciuta l’audacia dell’ingegnere, la fantasia dell’architetto e la concretezza dell’imprenditore. Nei suoi progetti l’utilizzo di soluzioni tecniche più avanzate avviene sempre in stretta sintonia con la ricerca della bellezza e dell’eleganza formale. Tutto questo unito ad una forte attenzione per gli aspetti tecnici ed economici propri del cantiere e dell’attività di impresa.

Palatiziano #3 – il business plan e la gestione

Una riflessione interessante sulla quale soffermarsi è la valutazione economica dell’opera. Questa è spesso tra le prime cause di difficoltà gestionali degli impianti sportivi. I costi di realizzazione, ma anche tutti gli oneri accessori per il mantenimento e l’utilizzo della struttura, sono di fondamentale importanza per la sua sopravvivenza.

Il Palatiziano è costato all’epoca 263 milioni di lire, che convertite in valuta attuale sono circa 135 mila euro. Risulta immediatamente difficile fare una analisi dei costi di una struttura realizzata più di cinquanta anni fa. Però le formule dell’interesse composto, prese in prestito dalla matematica finanziaria, ci dicono che 135 mila euro nel 1960 equivalgono ad oggi a circa 2 milioni di euro. Questo è il costo, ad oggi, di realizzazione di un “contenitore di eventi” della superficie di circa 5.000 metri quadri, che può ospitare più di 3.500 persone.

Per cogliere la bellezza del Palasport, anche sotto questo terzo aspetto (economico-gestionale) possiamo compararlo con il nuovo Centro Congressi di Roma – alias Nuvola di Fuksas.

fuksas

Uno “scatolone vetrato” che copre più di 15.000 metri quadri e può ospitare all’interno dell’auditorium principale circa 2.000 persone. Costo totale di realizzazione che va oltre i 400 milioni di euro! In sintesi: triplicata la superficie, dimezzata la capienza di pubblico ed i costi esplosi di “200 volte” rispetto al Palaflaminio.

Palatiziano – conclusioni

Riassumendo questo breve viaggio all’interno del Palaflaminio abbiamo visto un “Corpo Edilizio” nato sulla spinta emotiva dell’Olimpiade degli anni ’60. Un’opera che unisce, nella sua forma estetica e strutturale, tratti classici con aspetti innovativi. Ma il vero cuore, della bellezza di questo impianto, è l’aspetto economico-gestionale; punto fondamentale per la fruibilità di impianti di questo tipo. A distanza di mezzo secolo possiamo quindi dire che l’opera di Vitellozzi e Nervi rimane ancora oggi un progetto d’avanguardia, sotto tutti i punti di vista!

P.s. Fuksas, non prenderla sul personale, lo sai che tra ingegneri e architetti non corre buon sangue. Siete un po’ come cane e gatto! [Rudy].

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Link e informazioni utili: il sito ufficiale della associazione Pier Luigi Nervi Project che si dedica, ancora oggi, allo studio della vita e dei progetti dell’ingegnere italiano.

Vedi anche: i principali progetti, in Italia e nel mondo, di Annibale Vitellozzi.

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Testi: Gripp@ – Dalla rete

Immagini: Gripp@ – Da Google Immagini

Video: n.a.