Bellezza: come riconoscerla e valutarla

La bellezza è “la qualità capace di appagare l’animo attraverso i sensi, divenendo oggetto di meritata e degna contemplazione“. Questa è la definizione che riporta il dizionario alla parola “bellezza”. Il senso deriva da quell’insieme di percezioni che suscitano, in noi, emozioni piacevoli. Giudizi che diamo in seguito ad un rapido paragone, seguendo un criterio di riferimento interiore. Un metro di misura, che definirei “gusto”, che può essere innato oppure creato tramite la nostra istruzione o nel contesto sociale in cui siamo cresciuti.

Perché parlare di bellezza in un blog che dovrebbe scrivere di “edilizia” o, come dice lo slogan, di cultura? Secondo la mia storia, raccontata all’interno della pagina “Chi sono“, grazie all’edilizia* ho scoperto un mondo fantastico che dalla fisica, dalla chimica e dalla matematica porta verso le persone, le città, l’arte e la cultura: ovvero “il modo con cui facciamo le cose noi qui”.

Quindi vorrei che il “modo di fare le cose” fosse associato alla definizione di “bello”, o almeno che si avvicini a tale canone. Così come ho già cercato di fare descrivendo Leonardo da Vinci e il “suo” Uomo Vitruviano.

Ora, siamo certi di conoscere la scala dei valori che ci guidano in questa “pagella”, portando (o meno) alla definizione di “bello”? Nel suo senso più profondo, la bellezza, genera una riflessione sul significato della propria esistenza dentro il mondo. Quindi, per non perderci, sto per scrivere il modello di valutazione: “5+1 modi per riconoscere e valutare la bellezza”.

«Aiuto, l’ingegnere vuole razionalizzare un processo che tutte le persone (più o meno normali) conducono in modo prevalentemente irrazionale. Scappate!» [Rudy]

Bellezza #1: valutazione matematica

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La matematica ci aiuta a contare, a definire delle quantità, delle dimensioni spaziali e temporali. Il numero può esprimere la grandezza di un elemento (o insieme di elementi), così come può identificare la posizione in una successione (primo, secondo, terzo, ecc.). Questo avviene in tutti i campi. Esempi particolari però li ritroviamo nella musica e nella poesia. La matematica, infatti, consente di impostare la struttura ritmica dei versi, delle strofe e dei toni. Ovvero è alla base delle cosiddette “metriche” e “ottave“.

«Si narra che Pitagora (filosofo-mago-scienziato) avesse scoperto per caso il fondo matematico dell’armonia musicale. Passando davanti all’officina di un fabbro sarebbe rimasto colpito dal modo in cui i martelli dell’artigiano, battendo il ferro sull’incudine, riuscivano a produrre echi in accordo tra loro.»

Bellezza #2: valutazione di utilità

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Un’altro modo che può aiutarci a riconoscere e valutare la bellezza è l’utilità, ovvero la praticità all’uso. Possiamo vederla come la capacità di un oggetto, un’opera o un servizio di soddisfare le nostre esigenze. Assolvendo ai bisogni che ci aspettiamo di colmare. Marco Vitruvio Pollione, architetto e scrittore romano del I secolo a.C. (considerato il più famoso teorico dell’architettura di tutti i tempi), nel suo trattato “De architettura” descrive la funzione d’uso (utilitas) quale pilastro fondamentale di una composizione (architettonica).

«Tutte queste costruzioni avranno utilità, quando la distribuzione dello spazio interno di ciascun edificio di qualsiasi genere sarà corretta e pratica all’uso.» [De architectura – Marco Vitruvio Pollione]

 Bellezza #3: valutazione geometrica

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La geometria, invece, introduce i concetti di forma, di unione e di composizione, spesso gestiti con figure simmetriche. Diversi artisti sono arrivati a cogliere un ideale di bellezza e armonia basato sulla geometria. Ad esempio Vitruvio, come al punto precedente, presenta la “proporzione” come elemento fondamentale di una costruzione.

«Bellezza: quando l’aspetto dell’opera sarà piacevole per l’armoniosa proporzione delle parti che si ottiene con l’avveduto calcolo delle simmetrie.» [Marco Vitruvio Pollione]

La valutazione geometrica che apprezzo di più è la cosiddetta “sezione aurea“. Rappresentata dalla lettera greca Phi(Φ), circa uguale a 1.618, è stata battezzata la “divina proporzione”. Le sue proprietà geometriche e la frequente presenza in svariati contesti naturali e culturali hanno suscitato l’esistenza di un rapporto tra il tutto e la parte, tra la parte più grande e quella più piccola, ovvero tra un macrocosmo ed un microcosmo.

Bellezza #4: valutazione di affidabilità

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Diversamente dai concetti precedenti, la definizione di affidabilità è sicuramente un termine più “moderno”. Vicina ad un linguaggio tecnico, vede la certezza di buon funzionamento che un impianto, un apparecchio o un dispositivo può dare in base alle sue caratteristiche tecniche. Delinea il grado di sicurezza o di fiducia che l’oggetto (o il soggetto) può darci.

Bellezza #5: valutazione estetica

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Dal latino “aesthetica” che significa “sensazione” ovvero “percepire attraverso la mediazione del senso”. Infatti l’estetica, in ambito filosofico, è l’aspetto che riguarda l’uso dei sensi. Nel nostro caso renderemo più semplice il significato, definendola come aspetto esteriore. Molto spesso il concetto di bellezza viene associato direttamente ed unicamente a questo elemento. Al contrario l’estetica ne è solo una incompleta rappresentazione che non può tendere all’idea (assoluta) del bello.

Bellezza #(5+1): valutazione olistica

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Nonostante lo sforzo di trovare dei criteri per classificare, in modo preciso, i canoni generali di bellezza questi, in realtà, assumono una connotazione olistica. Le proprietà di un sistema complesso non possono essere spiegate tramite lo studio delle sue componenti. Un tipico esempio di struttura olistica è la teoria musicale, dove la bellezza è rappresentata dall’armonia, ovvero dalla unione organica dei suoni. La Nona Sinfonia di Beethoven raggiunge i più alti valori di bellezza se eseguita da un’orchestra. Completamente diverso sarebbe, il risultato, se ognuno dei musici suonasse il proprio spartito in maniera indipendente.

Bellezza: in sintesi

Nel modello di valutazione che vi ho proposto, la bellezza è dimensione, è metrica. Ma è anche forma, composizione ma sopratutto utilità. La bellezza è affidabilità, certezza di funzionamento e grado di sicurezza unite all’aspetto estetico. Il tutto manifestato in un’unica visione armonica.

«Ingegnere, te la faccio io la sintesi del concetto di bellezza: CROCCHETTA. Ora potresti riempire la ciotola per favore! Grazie.» [Rudy]

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Link e informazioni utili: per approfondire letture o studio in merito alla Bellezza descritta da grandi menti come Leonardo da Vinci, Marco Vitruvio o Le Corbusier, puoi leggere questo post.

Vedi anche: in merito al rapporto tra Pitagora e la musica puoi leggere questo post di Nicola Chiriano (docente di matematica e fisica). Clicca qui.

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Testi: Gripp@ – Rudy

Immagini: Gripp@ – Da Google Immagini

Video: n.a.

2 commenti


  1. Analisi originale,non avevo mai pensato alla bellezza sotto questi aspetti! È un concetto che personalmente affido più a sensazioni, quindi devo riflettere un attimo sui diversi criteri…ad esempio, secondo te,devono essere sempre tutti presenti per poter definire un qualcosa “bello”?

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    1. Beh diciamo che, dal mio punto di vista, più elementi ci sono e maggiore sarà la bellezza! Poi dipende molto da cosa si sta osservando: potrebbero esserci dei casi in cui uno dei criteri è talmente grande da comprendere tutti gli altri.

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