L’elettrodotto ovvero l’autostrada dell’energia

Con un ritmo quasi psichedelico si alternano dei fasci di luce. È il riflesso del sole sui tralicci dell’alta tensione. Un’immagine su cui non ci eravamo mai soffermati, visto che questi scheletri di ferro non sono proprio il massimo dello splendore paesaggistico! Sabato mattina, ore 10.30, sole a picco e destinazione mare. Stiamo sfrecciando in autostrada a 130 km/h sulla nostra autovettura, quando ci accorgiamo che fuori dal finestrino sta accompagnando il nostro viaggio un elettrodotto. Ma che cos’è esattamente?

L’elettrodotto è un’infrastruttura di rete destinata al trasporto di energia elettrica che comprende linee aeree e/o cavidotti (linee interrate). Per capire la funzione di tale opera dobbiamo fare un passo in dietro e vedere quali sono le tre fasi in cui è articolato il sistema elettrico nazionale, ovvero: (1) produzione, (2) trasmissione e (3) distribuzione.

Elettricità

1. La produzione di energia elettrica

L’energia elettrica come la conosciamo non esiste in natura, bisogna quindi produrla. Questo vuol dire trasformare in “elettricità” l’energia ricavata da fonti primarie, come ad esempio l’energia solare, eolica, idropotenziale, geotermica e l’energia delle biomasse. Anche i combustibili direttamente utilizzabili come il petrolio grezzo, il gas naturale o il carbone possono essere considerati fonti di energia primarie.

2. La trasmissione di energia elettrica

Una volta prodotta, tale energia, deve essere immediatamente trasmessa in quanto non è possibile immagazzinarla. Trasmettere energia vuol dire trasferirla dalle centrali di produzione alle zone di consumo; ed è in questa seconda fase che entra in gioco l’elettrodotto.

Elettrodotto

Gli elettrodotti più comuni in termini di praticità ed economicità di realizzazione sono quelli in linea aerea. Questi risultano essere composti da tre elementi principali:

  • sostegni – per questa tipologia di elementi si preferisce l’impiego di strutture a “traliccio” ovvero strutture reticolari realizzate con profilati di acciaio che permettono di ridurre al minimo la quantità di metallo utilizzato, offrire una bassa resistenza al vento e ridurre la visibilità della struttura.
  • conduttori – consistono in “semplici” funi di metallo non circondate da uno strato di isolante elettrico (come avviene invece nei cavi). L’isolante, in una linea elettrica aerea, non è quindi uno strato di “gomma” (polietilene) ma l’aria che circonda il cavo. All’interno della quale è sospeso. Per questa ragione i conduttori vengono installati a distanze molto elevate dal terreno.
  • elementi isolanti – poiché i cavi conduttori non sono isolati con apposito rivestimento, per evitare cortocircuiti ovvero scaricamenti della tensione sui tralicci metallici e di conseguenza a terra, è necessario assicurarli ai sostegni metallici per mezzo di elementi elettricamente isolanti: i cosiddetti “isolatori”.

Per passare dalle grandi linee di trasmissione alla successiva fase di distribuzione occorrono delle stazioni di trasformazione: le cosiddette “cabine primarie”. All’interno di queste strutture viene abbassato il livello di tensione della corrente elettrica, in modo tale da poter essere diffusa nei centri urbani.

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3. La distribuzione di energia elettrica

Terza ed ultima fase che conclude la filiera del sistema elettrico nazionale è rappresentata dalla distribuzione. Ovvero la consegna di elettricità in media o bassa tensione per le utenze commerciali, industriali o domestiche.

Ecco declinato il pensiero del nostro viaggio che viene eletto a metafora del giorno: l’elettrodotto è l’autostrada dell’energia elettrica!

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Link e informazioni utili:

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Testi: Gripp@

Immagini: dalla rete

Video: 56 FACTORY – You Tube

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